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Questo sito, insieme ad un vasto panorama di servizi culturali e rubriche varie, propone uno spazio dedicato alla Letteratura Fantasy: IL BOSCO MAGICO, diretto e curato dal dottore e psicologo Cristian Caruso.
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Recensioni

Michele Moramarco: La Via Massonica. Dal manoscritto Graham al risveglio noachide e cristiano (Om Edizioni, Bologna 2014)

Progetto Culturale

Mi si è stata data l’occasione di leggere La Via Massonica. Dal manoscritto Graham al risveglio noachide e cristiano, di Michele Moramarco. Lo ammetto: sono particolarmente attratto e incuriosito dai testi storici e di ricerca; se poi questi sono attinenti l’Architettura e tutto quanto possa con essa interagire, ancora di più. Ho quindi letto con estrema attenzione questo libro, molto intenso, pregnante di significati sia espliciti che reconditi, colmo di una moltitudine di notizie e citazioni. Come mia abitudine l’ho letto tutto d’un fiato e nonostante la complessità dell’impalcato, sono andato diritto fino alla fine. E qui mi sono accorto che avevo solo sfiorato, quasi a volo di uccello, il contenuto vero del testo: ergo occorre che lo rilegga un po’ per volta, forse un capitolo qua ed uno là, stante la possibilità – offerta dall’impostazione dell’opera – di non alienare le riflessioni particolari dalla linea conduttrice, che emerge di continuo tra le pieghe del testo .

Volutamente, però, non entrerò nella materia di fondo del libro: per l’appunto
“La Via Massonica”, particolarmente ardua per un “esterno. Ad esempio, quando si dà (p. 90) questa definizione,
tratta dal rituale del Compagno d’Arte:

L’Architettura fa discendere nella pietra Saggezza, Forza e Bellezza:
Saggezza per concepire, Forza per eseguire, Bellezza per ornare. Essa fu la prima attività di sintesi intrapresa dall’uomo per la protezione di sé e dei propri cari dalle insidie naturali, per l’espressione di un nascente senso dell’armonia, per l’elevazione di preghiere in uno spazio consacrato e isolato dall’ambiente circostante. Mediante quest’arte, gli antichi Maestri Muratori miravano a glorificare l’Iddio Vivente, supremo Artefice dei Mondi, riproducendo su scala ridotta i modelli cosmici che contemplavano con stupore e ammirazione; ma poiché siamo Muratori Liberi e Accettati,
l’Architettura consiste per noi nella ideazione, nella costruzione e nell’abbellimento del tempio interiore, con il consolidamento e
l’affinamento del carattere, a gloria di Dio

Questo ed altri passi del testo, infatti,
fanno riflettere sull’innegabile, in gran parte desolante panorama dell’Architettura italiana e non solo, in cui si esaltano situazioni progettuali stupefacenti, ma soprattutto deliranti, dello Star System, e in cui si sono dimenticati i principi più importanti che debbono stare alla base dell’Arte del Costruire, così come oggi si è dimenticato che il “segno progettuale” deve passare dalla mente/anima alla carta tramite il gesto della mano, perfetta e ideale continuità insita nell’uomo, anziché filtrare il pensiero e l’opera attraverso una macchina, il computer per l’appunto, riducendo di gran lunga la creatività e limitando il pensiero a mera funzione meccanica, quasi incatenato nei limiti del mezzo informatico.

La definizione citata, e molte altre parti del testo, mi ricordano il pensiero e
la scienza di un grande architetto bolognese da non molto scomparso: quel Luigi Vignali che andava a scoprire e divulgare magistralmente i segreti e le più recondite ragioni morali e di pensiero proprie della diagrammazione e dell’esoterismo in Architettura, nonché gli strumenti indispensabili a realizzarne l’“opus”. Per concludere queste prime e brevi note di commento, credo che questotesto porti un importante contributo di comprensione dell’intimo e più sacro fondamento dell’Arte del Costruire.

Arch. Gianfranco Cuccoli,
segretario generale della Fondazione Bozzano-De Boni (Bologna)